‘Italia si è “evoluta” da Paese molto ignorante in Paese morto istruito

Gio­van­ni Giolit­ti era con­vin­to che gli ital­iani si potessero gov­ernare solo da istru­iti, altri­men­ti gov­ernarli non era dif­fi­cile era “inutile”. E si sarà riv­olta­to nel­la tom­ba leggen­do con che parole Piero Angela ha cer­ti­fi­ca­to l’evoluzione  cul­tur­ale e morale ital­iana:
“Il prob­le­ma del­l’I­talia è un prob­le­ma morale. Ogni giorno leg­giamo di casi di cor­ruzione. Non sono solo politi­ci, palazz­i­nari, delin­quen­ti, sono anche avvo­cati, giu­di­ci, uomi­ni del­la Guardia di Finan­za, dipen­den­ti pub­bli­ci che truf­fano lo Sta­to per cui lavo­ra­no.
Non ci sono punizioni per chi sbaglia. E non ci sono pre­mi per chi meri­ta.
Un paese così non può fun­zionare.
È un paese mor­to”.
Otto decen­ni di istruzione obbli­ga­to­ria e di polit­i­ca pseu­do demo­c­ra­t­i­ca sono bas­ta­ti per con­ver­tire l’I­talia da paese molto con­tadi­no in paese mor­to pro­fes­sore. 
E pri­ma che sia tar­di, qualche spun­to di rif­les­sione, almeno dalle parole di Piero Angela dovrem­mo cer­care di coglier­lo, per capire quan­do il “cibo istruzione” pas­sa da vitale a mor­tale per i neu­roni.
Ma guai a pen­sare che sia la cul­tura a ren­dere ladri e approf­itta­tori gli istru­iti. La stes­sa cul­tura che ha reso geni i non­ni e bis­non­ni ora sta ren­den­do stu­pi­di i figli e i nipoti. E solo ren­den­do stu­pido un popo­lo si può isti­gar­lo a rubare o delin­quere.
Un sogget­to intel­li­gente lo las­ci in una ban­ca con le chi­avi del­la cas­saforte e non gli viene nem­meno la curiosità di aprir­la.
Quin­di c’è solo da capire per­ché la stes­sa cul­tura che in una gen­er­azione for­ma geni, nel­la suc­ces­si­va sfor­na idi­oti: quale mod­el­lo di habi­tat scor­ag­gia e quale isti­ga alla dis­on­està, pro­fes­sion­isti, politi­ci e banchieri?
Nel cervel­lo umano i neu­roni si svilup­pano meglio se ali­men­tati da soluzioni sci­en­ti­fiche incon­testa­bili gra­zie a l’istruzione, come cre­dono i più; o se impeg­nati a pro­prio ris­chio e spe­sa a risol­vere conc­re­ta­mente e ones­ta­mente prob­le­mi di vita o di morte, come fa qualunque lavo­ra­tore?
 
Chi ha il cervel­lo insac­ca­to come una scat­o­let­ta di ton­no di soluzioni garan­tite, finisce per con­vin­cer­si di essere al top del­la conoscen­za; e fidan­dosi cieca­mente del sapere teori­co immagazz­i­na­to, incom­in­cia a perdere sen­so criti­co, curiosità e cre­ativ­ità e quin­di si impov­erisce di quel­la intel­li­gen­za istin­ti­va che la natu­ra dona a tut­ti gli esseri viven­ti.
 
Se accetti che due più due fa quat­tro, sem­pre e ovunque, per­di la curiosità di con­trol­lare se le ultime mutazioni sociali, ambi­en­tali ed eco­nomiche han­no alter­ato la realtà ogget­ti­va tan­to da ren­dere urgente e vitale un aggius­ta­men­to di rot­ta alle tue mira­colose soluzioni.
Quan­do i dub­bi si trasfor­mano in certezze; i neu­roni, sapen­dosi arrivati al mas­si­mo tra­guar­do del­la conoscen­za, si assopis­cono come dopo una sbor­nia.
Insom­ma, i prob­le­mi affrontati per­sonal­mente e conc­re­ta­mente a pro­prio ris­chio e spe­sa, sen­za avere in tas­ca soluzioni mira­colose, sono il cibo quo­tid­i­ano che nutre e con­ser­va sveg­lio e “FINO” il cervel­lo ai con­ta­di­ni igno­ran­ti e a tutte le per­sone di buon sen­so; vicev­er­sa le soluzioni sem­pre pronte e calate dal­l’al­to a cos­to zero addor­men­tano anche i prof. geni.
 
E una vol­ta spen­to il cam­pan­el­lo d’al­larme del sen­so criti­co, del­la curiosità e cre­ativ­ità, gli istru­iti ricom­in­ciano a creare prob­le­mi invece di risolver­li. E gra­zie alla scia di errori e guasti che si las­ciano dietro, alla lun­ga, se non loro, i loro figli e nipoti, finis­cono per tornare con i pie­di per ter­ra, quan­to bas­ta per capire che non saran­no mai i popoli igno­ran­ti ad adat­tar­si all’uo­mo di scien­za, ma deve essere l’in­tel­let­tuale ad adattare il pro­prio sapere teori­co alle con­tin­ue mutazioni sociali eco­nomiche e ambi­en­tali.
Nel­l’ul­ti­mo sec­o­lo l’u­man­ità è pas­sa­ta in mas­sa dal­l’ig­no­rare molto al sapere tut­to; dal dub­bio alla certez­za che la cul­tura è un defin­i­ti­vo salto avan­ti nel­l’in­tel­li­gen­za, ma lo sta facen­do indi­etro, per­ché intel­li­gen­ti veri si diven­ta maneg­gian­do prob­le­mi, com­met­ten­do errori e cor­reggen­do sem­pre a pro­prio ris­chio e spe­sa, fino a garan­tire vere soluzioni oneste.
Men­tre l’istruzione e l’in­for­mazione ti pro­tegge da qualunque errore insac­can­doti il cervel­lo di soluzioni teoriche, incon­testa­bili.
E questo bas­ta a spedirti in letar­go i neu­roni che si con­ser­vano sveg­li e in buona salute solo gra­zie alla pre­sen­za di prob­le­mi e alla curiosità di capire se si è in gra­do di risolver­li  con soluzioni oneste ed effi­caci.
Ma “se non ci sono punizioni per chi sbaglia né pre­mi per chi meri­ta”, bas­ta questo ad uccidere popo­lo e Sta­to.
In Italia sul ring del­la com­pe­tizione eco­nom­i­ca finis­cono tutte le cat­e­gorie sociali dal­la più istru­i­ta alla più igno­rante e questo bas­ta ad isti­gare al crim­ine qualunque cit­tadi­no in dif­fi­coltà nel dis­per­a­to ten­ta­ti­vo di sal­var­si.
Pro­fes­sion­isti, politi­ci e banchieri dovreb­bero essere esclusi dal­la com­pe­tizione e costret­ti a rimanere terzi come i giu­di­ci, per­ché provvisti di tre “armi atom­iche”: scien­za, leg­gi e denaro, suf­fi­ci­en­ti a ster­minare interi popoli o dev­astare il piane­ta.
Per­ciò rasseg­ni­amo­ci, c’è una sola soluzione alla cat­a­strofe del liberis­mo e non si chia­ma comu­nis­mo.
Bas­ta esclud­ere dal­la com­pe­tizione i sogget­ti armati: i pro­fes­sion­isti armati di scien­za, i politi­ci di leg­gi e i banchieri di denaro.
Chi deve com­petere nel mon­do sono gli impren­di­tori e con l’ob­bli­go di tenere occu­pati tut­ti i sogget­ti adul­ti in gra­do di pro­durre ric­chez­za per sé e per chi non è auto­suf­fi­ciente.
E a dis­eg­nare giuridica­mente un sis­tema sociale fun­zio­nante di questo tipo dovreb­bero pen­sar­ci pro­fes­sion­isti politi­ci e banchieri a loro ris­chio e spe­sa. Per­ché las­ciali liberi di spec­u­lare sui bisog­ni e sulle dis­gra­zie dei popoli è come isti­cali ad arric­chire sfrut­tan­do e asser­ven­do popoli, sta­ti e piane­ta.
Fran­co Luceri
‘Italia si è “evo­lu­ta” da Paese molto igno­rante in Paese mor­to istru­ito
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