Sicilia e Campania. Il ritorno degli italiani all'estero per riabitare il Sud

Entrambe le regioni nascono come gran­di aree del­la Magna Gre­cia.

In Sicil­ia con Sir­a­cusa, Agri­gen­to, Seli­n­unte, in Cam­pa­nia con Cuma, Neapo­lis, Posei­do­nia (Paes­tum), la grecità fu fon­dazione di cit­tà come comu­nità civi­ca, cul­to del­la paro­la, rap­por­to armon­i­co (e tragi­co) con la natu­ra.
Non è un caso che in Sicil­ia nascano Empe­do­cle, Archimede, Gor­gia.

In Cam­pa­nia operi­no Vir­gilio, Stazio, e si man­ten­ga a lun­go lin­gua e isti­tuzioni greche.
Sicil­ia Cam­pa­nia han­no ospi­ta­to imperi sen­za mai iden­ti­fi­carvisi del tut­to: Gre­ci, Romani, Bizan­ti­ni, Ara­bi (in Sicil­ia), Nor­man­ni, Sve­vi, Angioi­ni, Aragone­si, Spag­no­li, Bor­boni.
Questo ha prodot­to una for­ma comune di intel­li­gen­za stor­i­ca, ovvero assim­i­lare il potere sen­za esserne assor­biti.
Le loro cit­tà sono strat­ifi­cate ver­ti­cal­mente (cat­a­combe, ipogei, tem­pli, chiese, palazzi), dive il pas­sato non è rimosso ma si fa coabi­tante.

A Napoli come a Paler­mo, il Medio­e­vo con­vive con il Baroc­co, l’antico con il mod­er­no. Non esiste “tab­u­la rasa”, ma adden­sa­men­to del tem­po.
Il sacro in Sicil­ia e Cam­pa­nia è cor­poreo, pub­bli­co, rit­uale, lo si vede nel fol­clore reli­gioso e nel­la trage­dia.

San Gen­naro a Napoli e San­ta Ros­alia a Paler­mo non sono solo san­ti, ma garan­ti dell’equilibrio civile, in quan­to
Il mira­co­lo non sal­va l’anima, ma è anche una radice che insieme la cit­tà.

I sicil­iani e i napo­le­tani han­no in comune genio, mal­in­co­nia e iro­nia che gen­er­a­no grande cre­ativ­ità, con­sapev­olez­za del­la deca­den­za, iro­nia come dife­sa.
Ricor­diamo gli scrit­ti di Piran­del­lo e Tomasi di Lampe­dusa in Sicil­ia.
Vico, Croce, Eduar­do, Totò in Cam­pa­nia.

Tra le cit­tà che spic­cano nel­la sto­ria
Sicil­ia, Sir­a­cusa è la più potente cit­tà gre­ca d’Occidente.
Cap­i­tale mil­itare e intel­let­tuale, patria di Archimede, cen­tro di pen­siero e scien­za, sim­bo­lo del­la grandez­za trag­i­ca: splen­dore e cadu­ta.

Agri­gen­to (Akra­gas) cit­tà dei tem­pli, mod­el­lo di armo­nia clas­si­ca, rap­p­re­sen­ta l’idea gre­ca di bellez­za come ordine morale.

Paler­mo cit­tà uni­ca nel Mediter­ra­neo, ara­ba, nor­man­na, lati­na. Fu cap­i­tale mul­tiet­ni­ca del Medio­e­vo europeo, lab­o­ra­to­rio di con­viven­za cul­tur­ale.
La cit­tà del sin­cretismo politi­co e artis­ti­co per eccel­len­za.

Messi­na por­ta del­lo Stret­to, cit­tà di pas­sag­gio e cat­a­strofe. Per ter­re­moti, ricostruzioni, com­mer­cio è il sim­bo­lo del­la fragilità strut­turale del Mediter­ra­neo.

In Cam­pa­nia Napoli cit­tà gre­ca, romana, cris­tiana, baroc­ca, bor­bon­i­ca, mod­er­na, non solo cap­i­tale polit­i­ca, ma cap­i­tale antropo­log­i­ca, la cit­tà che ha inseg­na­to all’Italia a con­vi­vere con il tem­po.

Cuma la più anti­ca colo­nia gre­ca d’Occidente.
La Sibil­la cumana intro­duce il tema del des­ti­no e del­la profezia,la Cam­pa­nia come luo­go di soglia tra umano e divi­no.

Paes­tum (Poseidonia)coni tem­pli dori­ci più inte­gri del Mediter­ra­neo, rap­p­re­sen­ta la purez­za dell’origine, ciò che res­ta quan­do tut­to il resto cam­bia.

Capua cit­tà romana ric­chissi­ma, poi lon­go­b­ar­da, cro­ce­via mil­itare e giuridi­co, sim­bo­lo del potere con­ti­nen­tale cam­pano.

Sicil­ia e Cam­pa­nia sono due gran­di isole cul­tur­ali, che con­di­vi­dono una sto­ria di cen­tral­ità sen­za dominio, una cul­tura del­la dura­ta, una capac­ità rara: trasfor­mare la perdi­ta in memo­ria.

Se l’Italia ha un’anima trag­i­ca, essa nasce qui.
Se ha una coscien­za stor­i­ca, essa pas­sa da Napoli e Paler­mo, da Sir­a­cusa e Paes­tum, da cit­tà che non chiedono di vin­cere la sto­ria, ma di restar­ci con la loro iden­tità stor­i­ca e cul­tur­ale.
Nel Reg­no delle Due Sicilie, Sicil­ia e Cam­pa­nia cos­ti­tu­iv­ano il cuore stori­co, politi­co e spir­i­tuale del­lo Sta­to.
La Cam­pa­nia, con Napoli cap­i­tale, era il cen­tro del potere bor­bon­i­co, cro­ce­via di diplo­mazia, arti e scien­ze.
Napoli brilla­va per isti­tuzioni cul­tur­ali, teatri, uni­ver­sità e una vivace vita intel­let­tuale.
La Sicil­ia, anti­ca e strat­i­fi­ca­ta, cus­to­di­va un’identità forte, seg­na­ta da dom­i­nazioni mil­lenar­ie e da una pro­fon­da tradizione giuridi­ca.
Paler­mo man­tene­va un ruo­lo sim­bol­i­co e isti­tuzionale di pri­mo piano, con un pro­prio Par­la­men­to e autonomie storiche.
Le due regioni era­no unite dal­la coro­na, ma diverse per strut­ture ammin­is­tra­tive e sen­si­bil­ità sociali.
La Cam­pa­nia rap­p­re­sen­ta­va la moder­nità urbana e buro­crat­i­ca del reg­no.
La Sicil­ia incar­na­va la memo­ria mediter­ranea e feu­dale, insieme a fer­men­ti rifor­ma­tori.
Entrambe era­no legate da inten­si scam­bi com­mer­ciali e marit­ti­mi.
Insieme for­marono un equi­lib­rio com­p­lesso, essen­ziale per la sta­bil­ità del Reg­no delle Due Sicilie.

I cit­ta­di­ni ital­iani nel mon­do devono pot­er ritornare in Sicil­ia e Cam­pa­nia per­ché queste terre non sono solo luoghi geografi­ci, ma matri­ci storiche dell’identità nazionale.
Il rien­tro è una scelta strate­gi­ca di ricom­po­sizione cul­tur­ale, demografi­ca ed eco­nom­i­ca.
Sicil­ia e Cam­pa­nia han­no for­ma­to, per sec­oli, un cap­i­tale umano capace di dial­o­go mediter­ra­neo, cre­ativ­ità e resilien­za.
Chi è emi­gra­to por­ta con sé com­pe­ten­ze, reti inter­nazion­ali e una visione mat­u­ra­ta altrove.
Con­sen­tire e favorire il ritorno sig­nifi­ca trasfor­mare l’emigrazione in cir­co­lo vir­tu­oso, non in perdi­ta defin­i­ti­va.
Questi ter­ri­tori sof­frono lo spopo­la­men­to e l’invecchiamento, il rien­tro riequi­li­bra il tes­su­to sociale.
Riabitare il Sud è anche un atto di gius­tizia stor­i­ca ver­so comu­nità che han­no con­tribuito allo svilup­po glob­ale dell’Italia.
Sicil­ia e Cam­pa­nia pos­sono diventare lab­o­ra­tori di rinasci­ta se ilri­torno è una scelta di futuro, non di pas­sato.

Dott.ssa Melin­da Miceli Criti­co d’arte Pres­i­dente Sicil­ia Anim

foto Log­i­trav­el

 

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