Pulcinella, l’anima di Napoli

Pulcinella maschera di Napoli in una stampa dell'ottocento

Pulcinella, l’anima di Napoli – La maschera che racconta il popolo.

Pulcinella non è solo una maschera: è una filosofia di vita. Nato a Napoli nel Seicento, tra le strade dei quartieri popolari e i teatri di strada, Pulcinella rappresenta l’uomo che resiste a tutto, anche alla fame e alla sfortuna, con una risata amara e geniale.

Origini e significato

Deri­va forse dal con­tadi­no cam­pano “Puc­cio d’Aniello” o dal lati­no pul­lus gal­li­naceus, il pul­ci­no, sim­bo­lo di sem­plic­ità. Col suo naso adun­co e la voce acu­ta, Pul­cinel­la è l’eterno ingan­na­to che riesce sem­pre, con astuzia e paro­la, a voltare la sorte a pro­prio favore.

Tra miseria e saggezza

Indos­sa un abito bian­co, col­ore dei servi, e una maschera nera, emble­ma del­la bef­fa. È il doppio volto di Napoli: alle­gro e mal­in­con­i­co, ingen­uo e sag­gio. Nel­la Com­me­dia dell’Arte diven­ta figu­ra uni­ver­sale del popo­lo e del­la sua capac­ità di soprav­vi­vere riden­do.

Pulcinella oggi

Dal Carnevale partenopeo alle mar­i­onette del Sud, Pul­cinel­la con­tin­ua a par­lare in dialet­to napo­le­tano, lin­guag­gio dell’ironia e del cuore. È l’Italia che si rialza sem­pre.

Domani torner­e­mo in Lom­bar­dia per incon­trare Arlecchi­no, il ser­vo fur­bo di Berg­amo.

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