Ennesimo femminicidio in Italia

Ennesimo caso di femminicidio, la donna ancora sotto i riflettori.

Un’altra don­na, un’altra vit­ti­ma, l’ennesimo fem­mini­cidio avvenu­to in Italia per mano di un uomo, un caso che ha fat­to scal­pore.

Fed­er­i­ca, che ave­va deciso di porre fine a quel­la sto­ria che le por­ta­va dolore, infe­lic­ità. Un orrore sen­za fine quel­lo che è avvenu­to a Roma. Non si con­tano le coltel­late, l’amputazione alla gam­ba con uno sca­v­a­tore da movi­men­to ter­ra, can­cel­lare e ren­dere irri­conosci­bile il cor­po e il viso di quel­la don­na.

Una don­na che è sta­ta una moglie, la madre del pro­prio bam­bi­no.

Una trage­dia che non las­cia prece­den­ti, i gen­i­tori del­l’as­sas­i­no di Fed­er­i­ca si sono impic­cati nel gia­rdi­no di casa, non han­no ret­to il dolore, la gio­vane mam­ma è sta­ta bru­tal­mente uccisa sen­za pietà e sen­za pen­ti­men­to.

Un bam­bi­no che oggi è rimas­to solo, non ha più neanche i non­ni pater­ni, prob­a­bil­mente ver­rà affida­to ad una comu­nità per minori.

Una storia d’amore che finisce non può e non deve portare alla morte.

I dati emer­si dal 2025 sono di cir­ca 106 vit­time di fem­mini­cidio, anco­ra una vol­ta la vio­len­za si iden­ti­fi­ca nell’atto crim­i­nale e bieco nei con­fron­ti dell’essere fem­minile. La sto­ria di Fed­er­i­ca, come quel­la di molte altre donne accende sem­pre di più i riflet­tori su un tema che scot­ta molto.

La vio­len­za domes­ti­ca oggi nel  momen­to stori­co che sti­amo viven­do è e sarà tes­ti­mone di questo fenom­e­no macabro e rilut­tante.

Il modo in cui è sta­ta bru­tal­mente uccisa, il breve tem­po che è pas­sato da un’azione all’al­tra fa pen­sare a un delit­to pre­med­i­ta­to da tem­po. Prob­a­bil­mente la pau­ra di perdere il bam­bi­no dopo la sep­a­razione è sta­ta così tan­ta da far­gli com­met­tere un omi­cidio del genere.

Le cause van­no ricer­cate sicu­ra­mente in un cam­bi­a­men­to innat­u­rale del­la per­sona stes­sa, di un dis­a­gio eco­nom­i­co sociale, nonchè cul­tur­ale.

Una soci­età che ci mette sem­pre di più alla gogna, sot­to i riflet­tori dei giudizi altrui, una soci­età che ha spac­ca­to il pen­siero medi­ati­co.

La don­na che oggi rico­pre un ruo­lo fon­da­men­tale nel­la soci­età e nel mon­do  del lavoro, gra­zie alla sua eman­ci­pazione, si ritro­va di nuo­vo al cen­tro delle polemiche  per motivi di cronaca nera.

In Italia è molto dif­fu­so il fenom­e­no del fem­mini­cidio, anche in varie fasce d’età.

Donne che restano in silenzio per paura

La sto­ria di Fed­er­i­ca e del modo in cui è sta­ta  uccisa dal mar­i­to Clau­dio pone alla soci­età gran­di que­si­ti sui cui si inter­rogano anche le varie asso­ci­azioni del ter­ri­to­rio nazionale.

Sono tante le donne che anco­ra oggi subis­cono vio­len­za domes­ti­ca, restano in silen­zio bloc­cate dal­la pau­ra, si nascon­dono recan­do addos­so livi­di sia morali che fisi­ci. Nel ter­ri­to­rio cam­pano e pre­cisa­mente in quel­lo saler­ni­tano sono tante le asso­ci­azioni e gli sportel­li d’ascolto che sono messe a dis­po­sizione per dare modo anche in for­ma­to anon­i­mo di rice­vere aiu­to.

Questo fenom­e­no molto pre­sente in Italia e anche in altri pae­si, aller­ta e pre­oc­cu­pa l’essere fem­minile che ad oggi ha rag­giun­to un otti­mo liv­el­lo di eman­ci­pazione. Le cause sca­tenan­ti del fem­mini­cidio sono la gelosia, ed il con­fron­to e il dial­o­go che man­ca spes­so nelle famiglie, l’accettazione del­la par­ità dei dirit­ti tra i due ses­si e il con­testo socio- cul­tur­ale ed eco­nom­i­co.

Negli ulti­mi anni la don­na ha rag­giun­to un notev­ole gra­do di uguaglian­za sia a liv­el­lo lavo­ra­ti­vo che cul­tur­ale, se fac­ciamo un tuffo nel pas­sato pos­si­amo affer­mare che le gran­di donne han­no fat­to parte del­la sto­ria e non solo.

La don­na oggi non è più vista solo come una gen­i­trice ma anche una figu­ra di ril­e­van­za che spazia a 360° uscen­do defin­i­ti­va­mente dal­la figu­ra domes­ti­ca. In famiglia rico­pre un ruo­lo fon­da­men­tale sia nel­la ges­tione del­la pro­le che come gui­da e ges­tione del­la famiglia stes­sa.

Il fem­mini­cidio dunque avviene anche per una non accettazione di ques­ta evoluzione del­la don­na, che anco­ra si vuole tenere sot­tomes­sa, e emar­gina­ta dal­la soci­età.

Per com­bat­tere questo grave fenom­e­no che si è abbat­tuto sul­la nos­tra soci­età, le soluzioni pos­sono essere moltepli­ci tra cui incre­men­to dei con­trol­li da parte delle forze dell’ordine, aper­tu­ra di più pun­ti d’ascolto non solo all’interno delle comu­nità ma anche sui posti di lavoro nei quali la don­na è dipen­dente. Una mag­giore atten­zione anche da parte del­la Chiesa, per un sup­por­to psi­co­logi­co. La scuo­la dall’altra parte può fare molto, non solo val­oriz­zan­do il ruo­lo e l’importanza del­la figu­ra fem­minile ma anche orga­niz­zan­do in col­lab­o­razione con i diver­si organi com­pe­ten­ti incon­tri per sen­si­bi­liz­zare i ragazzi su ques­ta tem­at­i­ca.

 

 

 

 

 

 

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