Arlecchino, il servo furbo di Bergamo – Storia e simbolo della maschera colorata
Colorato, agile, scanzonato: Arlecchino è la maschera più vivace del Carnevale italiano. Nato a Bergamo, in Lombardia, e reso celebre dai teatri veneziani del Cinquecento, rappresenta il servo povero ma intelligente, che con furbizia inganna i potenti.
L’origine e l’abito a toppe
Il suo costume, un tempo fatto di stracci variopinti, simboleggia la miseria contadina trasformata in arte. L’astuzia di Arlecchino nasce dalla fame, dal desiderio di cavarsela con la parola e il gioco.
Il linguaggio del corpo
Arlecchino non parla solo: danza, salta, improvvisa. È la maschera della vitalità lombarda e della fantasia popolare italiana. Dietro il sorriso si cela un realismo profondo: chi non ha nulla da perdere, può permettersi di ridere di tutto.
Con Goldoni, Arlecchino diventa protagonista del teatro europeo e ambasciatore della comicità italiana nel mondo. Oggi continua a riempire i carnevali da Venezia a Parigi.
Nella prossima tappa, il Carnevale ci porta nella raffinata Venezia con Colombina
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