Progetto ITEPA2 - International Training at the Egyptian Police Academy

Prog­et­to ITEPA2 — Inter­na­tion­al Train­ing at the Egypt­ian Police Acad­e­my

ROMA — La for­mazione come inves­ti­men­to strate­gi­co per una ges­tione più effi­cace delle fron­tiere e per il con­trasto al traf­fi­co di migranti e alla trat­ta di esseri umani, è questo il filo con­dut­tore del­la Con­feren­za finale del­la sec­on­da fase del Prog­et­to ITEPA2 (Inter­na­tion­al Train­ing at the Egypt­ian Police Acad­e­my) che si sta svol­gen­do oggi a Roma.

L’iniziativa, pro­mossa dal Dipar­ti­men­to del­la Pub­bli­ca Sicurez­za del Min­is­tero dell’Interno in col­lab­o­razione con l’Accademia di Polizia Egiziana e con il sosteg­no finanziario del­la Com­mis­sione euro­pea, riu­nisce le del­egazioni di 22 Pae­si africani ben­e­fi­cia­ri del prog­et­to. Alla Con­feren­za sono pre­sen­ti Capi delle Polizie nazion­ali, ver­ti­ci delle autorità di sicurez­za e respon­s­abili dei servizi di fron­tiera, insieme ai rap­p­re­sen­tan­ti delle Agen­zie dell’Unione euro­pea e delle orga­niz­zazioni inter­nazion­ali coin­volte: EUAA, FRONTEX, INTERPOL, UNODC, UNHCR e IOM, oltre alla Com­mis­sione euro­pea.

La con­feren­za è sta­ta aper­ta con un video mes­sag­gio di salu­to del Min­istro dell’Interno Mat­teo Piante­dosi: “Con il prog­et­to ITEPA abbi­amo cre­ato uno spazio di for­mazione di alto liv­el­lo, ded­i­ca­to al con­fron­to tra Forze di Polizia di Pae­si diver­si. Un luo­go in cui com­pe­ten­ze, espe­rien­ze e buone pratiche si incon­tra­no, con l’obiettivo di raf­forzare il comune bisog­no di sicurez­za, la capac­ità di ges­tione delle fron­tiere e dei fenomeni migra­tori. ITEPA è uno stru­men­to for­ma­ti­vo con­cre­to e con­di­vi­so, gra­zie al quale si per­fezio­nano le attiv­ità di pre­ven­zione e con­trasto, nel pieno rispet­to degli stan­dard inter­nazion­ali”.

 

Il Capo del­la Polizia – Diret­tore Gen­erale del­la Pub­bli­ca Sicurez­za Prefet­to Vit­to­rio Pisani, intro­ducen­do i lavori, ha rap­p­re­sen­ta­to come il pro­gram­ma di for­mazione, ideato e pro­mosso dal­la Polizia di Sta­to, dal 2018 abbia riscos­so il con­sen­so con­sol­ida­to del­la Com­mis­sione Euro­pea e delle Agen­zie europee per la tutela del dirit­to all’asilo (EUAA) e il con­trol­lo delle fron­tiere (FRONTEX). Un prog­et­to di ampia visione for­ma­ti­va che coin­volge anche l’organizzazione inter­nazionale per la coop­er­azione di polizia, INTERPOL, e l’organizzazione delle Nazione Unite per il con­trasto al traf­fi­co di dro­ga UNODC. Di par­ti­co­lare impor­tan­za, ha evi­den­zi­a­to il Prefet­to Pisani, la super­vi­sione e la parte­ci­pazione alle attiv­ità for­ma­tive delle due prin­ci­pali orga­niz­zazioni mon­di­ali oper­an­ti per la tutela dei dirit­ti umani e del dirit­to di asi­lo nell’ambito del fenom­e­no del­la migrazione: l’OIM e l’UNHCR.

All’inizio del­la ses­sione di lavoro sono sta­ti pre­sen­tati i risul­tati del­la sec­on­da fase del prog­et­to ITEPA2 (2024–2025), che ha con­sen­ti­to la for­mazione di fun­zionari di polizia e di fron­tiera prove­ni­en­ti da numerosi Pae­si africani. Il prog­et­to ha con­tribuito in modo con­cre­to al raf­forza­men­to delle capac­ità oper­a­tive delle ammin­is­trazioni coin­volte, alla coop­er­azione regionale e alla dif­fu­sione di stan­dard con­di­visi nel­la ges­tione delle fron­tiere e nel con­trasto alla crim­i­nal­ità, nel pieno rispet­to dei dirit­ti umani e delle garanzie fon­da­men­tali.

Momen­to cen­trale del­la Con­feren­za è il rin­no­vo del Pro­to­col­lo ITEPA, che dà uffi­cial­mente avvio alla terza fase del prog­et­to ed assi­cu­ra con­ti­nu­ità alle attiv­ità di coop­er­azione for­ma­ti­va e con­fer­ma ITEPA come un mod­el­lo effi­cace di net­work­ing oper­a­ti­vo tra Pae­si di orig­ine, tran­si­to e des­ti­nazione, ori­en­ta­to allo scam­bio infor­ma­ti­vo, al coor­di­na­men­to tra le Forze di polizia e a una rispos­ta con­di­visa alle migrazioni irre­go­lari.

Il prog­et­to ITEPA si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee di coop­er­azione con i Pae­si part­ner, con­tribuen­do al raf­forza­men­to del­la sicurez­za regionale e a una ges­tione coor­di­na­ta e respon­s­abile dei flus­si migra­tori.

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