Porta (Pd): l'Italia deve sostenere l'Ucraina senza ambiguità

Porta

“Il decre­to che abbi­amo dis­cus­so tiene insieme tre piani che per me sono inscindibili — ha spie­ga­to Por­ta -: la pro­ro­ga dell’autorizzazione alla ces­sione di mezzi e mate­ri­ali mil­i­tari a carat­tere difen­si­vo all’Ucraina, la tutela dei rifu­giati ucrai­ni in Italia tramite il rin­no­vo dei per­me­s­si di sog­giorno per pro­tezione spe­ciale, e il raf­forza­men­to delle garanzie per i gior­nal­isti free­lance che oper­a­no nei teatri di guer­ra. È un provved­i­men­to che par­la di sicurez­za, di dirit­ti e di democrazia allo stes­so tem­po”.
Il dep­u­ta­to Dem ha quin­di sot­to­lin­eato come il sosteg­no a Kiev non sia una scelta “mil­i­tarista”, ma la rispos­ta nec­es­saria a una guer­ra di aggres­sione che minac­cia la sicurez­za euro­pea e l’ordine inter­nazionale: “La Rus­sia ha ripor­ta­to la guer­ra nel cuore dell’Europa e mira a far pas­sare come nor­male ciò che nor­male non è: la mod­i­fi­ca dei con­fi­ni con le armi, la can­cel­lazione del­la sovran­ità di un popo­lo, il ricat­to ener­geti­co e mil­itare. Aiutare l’Ucraina a difend­er­si sig­nifi­ca difend­ere anche la nos­tra sicurez­za e la cred­i­bil­ità dell’Europa”.
Al tem­po stes­so, il dep­u­ta­to elet­to all’es­tero ha richiam­a­to la dimen­sione uman­i­taria del decre­to: “La pro­ro­ga dei per­me­s­si di sog­giorno per i cit­ta­di­ni ucrai­ni fino al 4 mar­zo 2027 è un atto di civiltà e coeren­za. Par­liamo di famiglie, donne, bam­bi­ni che han­no trova­to in Italia un rifu­gio sicuro. Offrire loro sta­bil­ità e dirit­ti non è una con­ces­sione, ma un dovere morale e giuridi­co, in lin­ea con le deci­sioni europee e con la nos­tra Cos­ti­tuzione”.
Un pas­sag­gio cen­trale del suo inter­ven­to Por­ta l’ha volu­to dedi­care alla lib­ertà di stam­pa: “Le norme a tutela dei gior­nal­isti free­lance inviati in aree di con­flit­to – for­mazione sul­la sicurez­za e cop­er­tu­ra assi­cu­ra­ti­va a cari­co degli edi­tori, con un sosteg­no pub­bli­co iniziale – rap­p­re­sen­tano un pas­so avan­ti impor­tante. Sen­za il lavoro di questi cro­nisti, spes­so pre­cari e poco tute­lati, non avrem­mo immag­i­ni e tes­ti­mo­ni­anze fon­da­men­tali su ciò che accade in Ucraina e negli altri sce­nari di crisi. Pro­teggere chi infor­ma sig­nifi­ca difend­ere il dirit­to dei cit­ta­di­ni alla ver­ità”.
Por­ta non risparmia critiche alla lin­ea del Gov­er­no: “Da tem­po denun­ci­amo le ambi­gu­i­tà del­la mag­gio­ran­za: da un lato, in Aula, si riconosce la neces­sità di sostenere l’Ucraina; dall’altro, si toller­a­no o si ali­men­tano posizioni filopu­tini­ane, si striz­za l’occhio a chi attac­ca l’Unione euro­pea, si inseguono rap­por­ti per­son­ali che inde­bolis­cono il ruo­lo comune dell’Europa. Così si com­pro­mette la cred­i­bil­ità inter­nazionale dell’Italia. Ser­vono meno oscil­lazioni e più coeren­za europeista”.
Il Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co, sec­on­do Fabio Por­ta, ha quin­di scel­to una lin­ea che lui ha defini­to “limp­i­da”: “sosteg­no all’Ucraina, accoglien­za dei rifu­giati, dife­sa del­la lib­ertà di infor­mazione, den­tro un quadro europeo e mul­ti­lat­erale forte. Il decre­to che abbi­amo sostenu­to va in ques­ta direzione. Di fronte al ritorno del­la guer­ra nel nos­tro con­ti­nente, non pos­si­amo per­me­t­ter­ci zone grigie: è il momen­to di dire con chiarez­za da che parte sta l’Italia”.  

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