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Italia di Batrizia Barrese
di Patrizia Bar­rese
E’ da sem­pre defini­ta Italofil­ia, l’am­mi­razione e la pas­sione, inna­ta o acquisi­ta, ver­so il pat­ri­mo­nio di unic­ità dell’Italia: sto­ria, cul­tura, arte e il life style ital­iano, han­no coni­a­to il ter­mine e l’attaccamento di chi in Italia, per tur­is­mo e non solo, sostiene sia la meta più desider­a­ta al mon­do. 
La sto­ria del nos­tro Paese, nel suo per­cor­so mil­lenario di even­ti, dalle antiche civiltà alla fon­dazione di Roma, dal Medio­e­vo al Rinasci­men­to, e gli accadi­men­ti dall’Unità d’Italia alla nasci­ta del­la Repub­bli­ca, han­no las­ci­a­to un pat­ri­mo­nio arche­o­logi­co ines­tima­bile, da leg­gere a cielo aper­to, nelle diverse aree geogra­fiche ital­iane. L’Italia è famosa nel mon­do per i luoghi che, dalle radi­ci del pas­sato, rac­con­tano ai vis­i­ta­tori di quan­to la nos­tra civiltà abbia gio­ca­to un ruo­lo impor­tante nel­la sto­ria dell’umanità e di quan­do, dal­la grad­uale evoluzione del lati­no, siamo giun­ti all’italiano: sebbene sia par­la­ta da soli 70milioni di per­sone cir­ca, in quan­to lin­gua uffi­ciale, è tra le prime lingue più stu­di­ate al mon­do.
L’italiano è molto più di un sem­plice mez­zo di comu­ni­cazione, è un vocabo­lario ric­co di cul­tura, uno stru­men­to flessibile, forse l’unico che si arric­chisce di giorno in giorno di forestieris­mi atti a far com­prende, a col­oro che si avvic­i­nano alla lin­gua, il sig­ni­fi­ca­to mul­ti­forme e cre­ati­vo di parole che fan­no parte del nos­tro pat­ri­mo­nio cul­tur­ale. E la nos­tra è una lin­gua coa­d­i­u­va­ta dal ges­ti­co­lare, è uno degli ele­men­ti dis­tin­tivi degli ital­iani che affasci­na il mon­do intero con diver­ti­ta curiosità, nel ten­ta­ti­vo di emu­la­re. Carat­ter­is­ti­ca e fenom­e­no sem­pre più stu­di­a­to da lin­guisti, soci­olo­gi, psi­colo­gi e antropolo­gi a liv­el­lo glob­ale.
Ben­ven­ga questo vero e pro­prio lin­guag­gio par­al­le­lo del nos­tro bagaglio cul­tur­ale, una comu­ni­cazione non ver­bale, che crea con­nes­sioni più pro­fonde, supera le bar­riere lin­guis­tiche iniziali, facili­ta la com­pren­sione di sfu­ma­ture emo­tive del dis­cor­so ma soprat­tut­to aiu­ta a com­pren­dere con­cetti com­p­lessi in modo diver­tente. Paese che vai, gesto che tro­vi ma, in 250 gesti di mani che par­lano – da non con­fonder­si con la Lin­gua dei Seg­ni Ital­iana, uti­liz­za­ta dal­la comu­nità sor­da — le coor­di­nate geogra­fiche svanis­cono quan­do l’indice viene pun­ta­to e “avvi­ta­to” con­tro il cen­tro del­la guan­cia per esprimere la bon­tà del buon cibo ital­iano.
Nell’ardua lista da sti­lare, con i motivi per cui l’Italia è ama­ta nel mon­do, si pone la rino­ma­ta gas­trono­mia. Ogni meta mul­ti­es­pe­rien­ziale del Bel­Paese, offre il meglio da regione a regione, ognuna con le pro­prie vari­età pae­sag­gis­tiche e bio­di­ver­sità. La tradizione culi­nar­ia ital­iana si basa su materie prime spes­so imi­tate in malo modo all’estero: vini pre­giati, salu­mi, for­mag­gi, la dieta mediter­ranea è con­sid­er­a­ta una delle migliori al mon­do, nonos­tante la pre­po­tente influen­za dell’AI, sia arriva­ta a cucinare la tartare di dinosauro sper­i­men­ta­ta a Dubai. Dal­la piz­za alla pas­ta all’uovo, all’ampia selezione dei “clas­si­ci” sec­on­di piat­ti di carne o pesce, l’impiattamento giunge al tiramisù, can­no­li, zep­pole, babà, una car­rel­la­ta di lec­cornìe e la magia di sapori del­la cuci­na ital­iana ama­ta nel mon­do e conosci­u­ta anche gra­zie al cin­e­ma d’autore.
Alber­to Sor­di in “Un amer­i­cano a Roma” si ded­i­ca­va ani­ma e cor­po ad un piat­to di spaghet­ti, definen­doli cibo dei cam­pi­oni, nel pran­zo di Totò in “Mis­e­ria e nobiltà”, gli spaghet­ti al pomodoro, era­no affer­rati a mani nude e ingur­gi­tati velo­ce­mente per evitare la fine di un sog­no sopraf­fat­to dal­la mis­e­ria. La pas­ta è un piat­to ver­sa­tile, con­viviale, è un’esperienza biochim­i­ca di felic­ità, come non ass­apo­rare un mesto­lo di pas­ta e fagi­oli a ricor­do dei ladri malde­stri de “I soli­ti ignoti”.
La cul­tura popo­lare del cibo sem­plice e l’esperienza rurale, immer­si nel relax del­la natu­ra, è ciò che fa ten­den­za fra i vacanzieri stranieri che in Italia unis­cono la bon­tà a tavola e lo shop­ping, il lus­so, lo stile e la moda ital­iana che fa ten­den­za ed è esporta­ta nel mon­do: Armani e Valenti­no, han­no fat­to da porta­bandiera dell’eleganza oltre i con­fi­ni nazion­ali. E nel­la lista dei motivi, per cui l’Italia è famosa nel mon­do, il legame indis­sol­u­bile con lo sport: il Can­to degli Ital­iani spopo­la sui social. Ma la pas­sione e “le vit­to­rie sportive” non sola­mente legate al cal­cio, la prat­i­ca sporti­va include la gin­nas­ti­ca, gli sport acquati­ci, il ciclis­mo, il ten­nis traina­to dal­la pas­sione per Sin­ner, l’atletica leg­gera e gli sport inver­nali che, in occa­sioni delle Olimpia­di di Milano-Corti­na 2026, han­no richiam­a­to un grande flus­so di vis­i­ta­tori inter­nazion­ali a sostenere i pro­pri atleti, con i per­son­ali com­men­ti medi­ati­ci, rac­con­tan­do l’esperienza ital­iana del caf­fè espres­so, la curiosità del bidet e la cit­tà di Milano, metropoli cre­ati­va e fun­zionale.
Non ulti­mo dei motivi nel­la lista, l’imminente ker­messe san­remese.
Il Fes­ti­val di San Remo, dal 1951, è uno dei prin­ci­pali even­ti medi­ati­ci canori in Italia, trasmes­so in euro­vi­sione — a ben­efi­cio dei tan­ti ital­iani emi­grati  — è conosci­u­to e apprez­za­to per i tan­ti artisti nos­trani che appas­sio­n­ano con la loro musi­ca leg­gera all’estero: Lau­ra Pausi­ni, i Måne­skin, Eros Ramaz­zot­ti, Zuc­chero, Andrea Bocel­li, sono solo alcu­ni tra i nomi che cus­todis­cono la stat­uet­ta del “Leone di San­re­mo”, il riconosci­men­to più pres­ti­gioso per gli artisti, sim­bo­lo del­la musi­ca ital­iana. Domeni­co Mod­ug­no è sta­to il capos­tip­ite, tri­on­fan­do al Fes­ti­val di San­re­mo del 1958: Nel blu dip­in­to di blu ha detenu­to il pri­ma­to come uni­co bra­no ital­iano del­la sto­ria a rimanere in cima alle clas­si­fiche degli USA per cinque set­ti­mane, la sua can­zone è parte inte­grante del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale del nos­tro Paese al pari del­la Div­ina com­me­dia in let­ter­atu­ra. Lau­ra Pausi­ni, co-con­dut­trice di San Remo 2026, è ormai una star di fama mon­di­ale, ama­ta  dal pub­bli­co dell’America lati­na. Eros Ramaz­zot­ti, Tiziano Fer­ro e Zuc­chero, han­no avu­to il loro lan­cio europeo imme­di­a­to, risul­tan­do tra i can­tau­tori ital­iani di orig­ine ma più “amer­i­cani” nell’esportazione musi­cale del nos­tro tri­col­ore nel mon­do.
Ques­ta com­bi­nazione di fat­tori rende l’Italia una meta leader e il pal­cosceni­co sem­pre più vis­i­ta­to dai tur­isti, ogni viag­gia­tore ha gusti e inter­es­si per­son­ali, ma l’Italia con le sue risorse “nat­u­rali” riesce a sod­dis­fare tutte le pref­eren­ze in modo empati­co, offren­dosi come pat­ri­mo­nio di tut­ti, con la sua mis­cela di anti­co e mod­er­no, di bel­lo e sedu­cente attra­ver­so l’arte, il buon cibo, la cul­tura e il calore del­la gente per­ché non si può amare un Paese sen­za amare la sua gente. Con la sua vet­ri­na di regioni e luoghi innu­merevoli, più o meno conosciu­ti, l’Italia è sot­to i riflet­tori del mon­do, da Nord a Sud e non man­ca il cal­en­dario degli even­ti che, durante l’anno, offre ai vis­i­ta­tori numerosi motivi per sper­i­menta­re l’autenticità del Made in Italy: dai fes­ti­val musi­cali nazion­ali alle pro­ces­sioni reli­giose region­ali alle cel­e­brazioni enogas­tro­nomiche locali, cias­cuno potrà godere la sua espe­rien­za di viag­gio da pro­tag­o­nista non solo da spet­ta­tore.
Che sia a base di piz­za all’ananas o la richi­es­ta di una car­bonara e lat­te mac­chi­a­to, tut­to in Italia è esau­di­to, per trasmette ai viag­gia­tori le emozioni del Bel­paese come persi­no Tom­my Cash ha can­ta­to in euro­vi­sione, “espres­so mac­chi­a­to, mor­tadel­la e taran­tel­la” da godere in ogni des­ti­nazione uni­ca nel suo genere, quel­la del­la dolce vita ital­iana, capace di las­cia­re il seg­no, di affascinare, di ispi­rare.
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