In questa occasione, il Ministro ha ricordato che nell’area interessata dal conflitto vivono circa 100.000 cittadini italiani, molti dei quali negli Emirati Arabi Uniti, e ringraziato le autorità emiratine sia per il sostegno assicurato alla comunità italiana che per la collaborazione nel garantire assistenza ai connazionali durante gli attacchi.
Tajani ha quindi ribadito la forte amicizia che lega l’Italia ai Paesi del Golfo e la disponibilità italiana a contribuire alla sicurezza della regione.
“Abbiamo risposto prontamente alle richieste di alcuni Paesi del Golfo, compresi gli Emirati, di avere aiuto per la difesa dei cieli”, le parole del Ministro. “Abbiamo informato il Parlamento della nostra intenzione di fornire assistenza anche attraverso strumenti militari, con l’obiettivo di proteggere i nostri partner e i cittadini e militari italiani che vivono e operano in quell’area”.
Nel corso dell’intervista, il titolare della Farnesina ha inoltre ribadito la posizione italiana a favore di una soluzione diplomatica della crisi: “siamo sempre dalla parte della pace, del dialogo politico e delle soluzioni negoziali, non dell’uso delle armi”. L’Italia “si è sempre spesa a favore della via negoziale, vogliamo entrare presto in una nuova fase in cui tornino la diplomazia e la politica”.
In merito alla strategia europea, Tajani ha ricordato che “l’Europa ha fermamente condannato gli attacchi. C’è un documento sottoscritto dai 27 e dai Paesi del Golfo, c’è quindi una posizione comune. L’Europa lavora per la pace, vuole che si raggiunga in Palestina l’obiettivo dei due popoli e due Stati, è contraria che Israele prenda parti della Cisgiordania ma l’Europa è contraria anche all’idea che l’Iran possa avere una bomba atomica”.
Con riferimento a un possibile attacco all’Europa, Tajani ha affermato: “mi auguro che questo non accada mai, sarebbe inaccettabile. Abbiamo fatto capire che Cipro non deve mai più essere attaccata, non è un caso che siano state inviate navi militari da mezza Europa”. “Non toccate l’Europa”, le sue parole alla tv araba.
Il Ministro ha infine evidenziato come l’attuale crisi stia avendo ripercussioni sui mercati energetici e sulle prospettive di stabilità regionale. “Le ripercussioni potrebbero esserci tra un mese, al momento ci sono solo speculazioni internazionali per far aumentare il prezzo del gas e del petrolio” ha sostenuto. “Il tema energetico è fondamentale. Bisogna lavorare perché la crisi energetica non ci sia, affinché Hormuz venga riaperto e i Paesi esportatori di petrolio possano continuare a farlo”.
Tajani ha infine auspicato che il conflitto possa concludersi rapidamente e che si torni quanto prima a un percorso di dialogo e negoziato: “vogliamo la pace e la stabilità” ha reiterato su Sky News Arabya, concludendo con un messaggio all’Iran: “Basta missili, basta droni”.

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